Cronaca
Il caso

L'ex vigilessa Claudia Villucchi: "Assolta perché il fatto non sussiste, la vicenda ha un nuovo inizio"

Con una lettera risponde alle parole del sindaco: "Ringrazio il comune di Greve in Chianti per avermi denunciata e così aver riportato a galla la verità"

L'ex vigilessa Claudia Villucchi: "Assolta perché il fatto non sussiste, la vicenda ha un nuovo inizio"
Cronaca Chianti fiorentino, 05 Novembre 2022 ore 19:36

A seguito dell'assoluzione della Corte di Cassazione e in risposta alle parole del Paolo Sonnati, l'ex vigilasse Claudia Villucchi, risponde con una lettera aperta.

"In risposta alla nota del Comune di Greve in Chianti e alle parole del Sindaco, Paolo Sottani, preme sottolineare che ho già dato incarito ai miei legali di fiducia di fare istanza al Ufficio Procedimenti Disciplinari Associato (costituito con delibera di Giunta Comunale n. 08 del 18.11.201) come previsto dall’ art 55 ter comma 2 del D.lgs 165/2001, per la ripertura del procedimento disciplinare, poichè come si ricorda sono stata assolta poichè il fatto NON SUSSISTE ex art 530 c.p.p. dal Tribunale Penale di Firenze.

Si rammenta infatti che il Comune di Greve in Chianti mi aveva denunciato per il reato di cui all’art 483 c.p. (false dichiarazione all’atto di assunzione) nel settembre 2018, dopo il licenziamento disciplinare e significative, sone le motivazioni assunte all’esito di una attenta istruttoria da parte del Tribunale Penale di Firenze, concretizzatasi anche nell’audizione del Segretario Generale, di Greve in Chianti, ovvero proprio dal soggetto che aveva irrogato il licenziamento al fine della sentenza di ASSOLUZIONE poichè il FATTO NON SUSSISTE ex art 530 c.p.p".

La lettera prosegue: "Infatti si rammenta quanto prevede l’art 55 ter comma 2 del D.lgs165/2001: se il procedimento disciplinare non sospeso si conclude con l’irrogazione di una sanzione e successivamente, il procedimento penale viene definito con una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosce che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o che il dipendente medesimo non lo ha commesso, l’autorità competente ad istanza di parte da proporsi entro il termine di decadenza di sei mesi dall’irrevocabilità della pronuncia penale, riapre il procedimento disciplinare ....

Del resto è proprio l’art 653 del c.p.p. che recita” Efficacia della sentenza penale ( di assoluzione) nel giudizio disciplinare la sentenza penale irrevocabile di assoluzione ha efficacia nel giudizio di responsabilità disciplinare davanti alla pubblica amministrazione, quando all'accertamento che il fatto non sussiste o non costituisce illecito penale....

E lo stesso CCNL 11.04.2008, applicato dal Segretario Generale del Comune di Greve in Chianti, nell’atto di irrogazione del licenziamento disciplinare che recitava:” all’Art 5 che “nel caso di sentenza definitiva di assoluzione o di proscioglimento pronunciata con la formula “ il fatto non sussiste “.... al dipendente verrà conglagliato quanto dovuto come se il dipendente fosse rimasto in servizio ....".

Claudia Villucchi conclude: "Ringrazio il Comune di Greve in Chianti, che denunciandomi alla Procura della Repubblica di Firenze ha fatto si che emergesse la verità dei fatti e in particolar modo ringrazio la Dott.ssa Capaccioli Alessandra che con la sua testimonianza, sotto giuramento, ha rappresentato la vera versione dei fatti contrariamente a quanto si legge nell’atto di licenziamento".

Del resto come si legge nella Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione, questa ultima ha riconosciuto la competenza del licenzimento al Comune di Greve in Chianti, in cogestione con l’Unione Comunale del Chianti Fiorentino, ma nulla ha espresso sui fatti addebitati e contestati alla dipendente, per i quali si è espresso già in sede penale il Tribunale di Firenze, assolvendo la Vilucchi con il fatto non sussiste.

Pertanto la vicenda ha di nuovo inizio.

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