Cronaca
Siena

Muoiono dopo tamponamento in A1, la Procura vuol far luce

Il Pm Nicolò Ludovici, nell’ambito del procedimento penale per omicidio stradale a carico del camionista che ha causato l’inferno, ha disposto una perizia cinematica

Muoiono dopo tamponamento in A1, la Procura vuol far luce
Cronaca Siena, 05 Luglio 2022 ore 15:29

Il Pm Nicolò Ludovici, nell’ambito del procedimento penale per omicidio stradale a carico del camionista che ha causato l’inferno, ha disposto una perizia cinematica

La Procura di Siena vuole fare piena luce sul terribile tamponamento a catena successo venerdì 17 giugno 2022lungo l’Autostrada A1, all’altezza del km 414, tra Fabbro e Chiusi nel territorio comunale di Cetona, costato la vita a Serena Ursillo, di appena 37 anni, e all’amica Enrica Maccinonché il ferimento di diverse altre persone.

Il Pubblico Ministero dott. Nicolò Ludovici ha subito aperto un procedimento penale per il reato di omicidio stradale, con l’aggravante di aver causato la morte di più persone, a carico del conducente del mezzo pesante che ha innescato l’inferno, di tratta di A. E., 42 anni, di origini tunisine ma residente a Caltagirone, in provincia di Catania.

Data la complessità del sinistro, che ha coinvolto più veicoli, il magistrato nei giorni scorsi ha inoltre ritenuto opportuno disporre anche un accertamento tecnico non ripetibile per ricostruirne nel dettaglio la dinamica, le causa e le responsabilità: l’incarico di effettuare la perizia cinematicasarà conferito il 12 luglio, alle 11, negli uffici dalla Procura senese, al Prof. Ing. Dario Vangi, docente al dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze. Alle operazioni peritali parteciperà come consulente tecnico di parte anche un ingegnere cinematico che metterà a disposizione Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui si sono rivolti, per fare appunto chiarezza sull’incidente e ottenere giustizia per la perdita della loro unica figlia, i genitori di Serena, attraverso il consulente legale Matteo Cesarini, e unitamente all’avv. penalista Lorenzo Marcovecchio.

Il tragico destino di Serena ha destato profonda commozione, sia a Sant’Angelo Romano, in provincia di Roma, il paese di cui era originaria e dove abitano tuttora il padre e la madre, sia a Montecampano di Amelia (in provincia di Terni), dove risiedeva da ormai diversi anni dedicando tutta se stessa ai suoi allievi: insegnava batteria alla Musical Academy di Terni e, dopo aver giocato a lungo, era anche allenatrice di pallavolo della società Amerina seguendone il settore giovanile.

Quel “maledetto” venerdì 17 la trentasettenne e l’amica Enrica Macci, di Montefranco (Tr) psicologa dello sport, si stavano recando a Chianciano proprio per seguire un corso di qualificazione per allenatori di volley, quando la Fiat Pandacondotta dalla Macci, e in cui Serena Ursillo era trasportata, è stata tamponata con violenza dal camion guidato dall’indagato ed è rimasta schiacciata tra quest’ultimo e il tir che la precedeva: per le due incolpevoli donne non c’è stato, purtroppo, nulla da fare.

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