Cultura

Statua dedicata a Gino Bartali, “Giusto tra le nazioni”

Al Parco Urbano intitolato al grande campione lacerimonia di scopertura dell’opera, realizzata da Giovanni Fiaschi. Il padre di Gino Bartali (Torello) era nato a Castelfiorentino nel 1885.

Statua dedicata a Gino Bartali, “Giusto tra le nazioni”
Cultura Val d'Elsa, 09 Luglio 2022 ore 09:52

“Sono sempre stato un grande ammiratore di Bartali, il primo SuperEroe della mia infanzia. Poi, con il passare degli anni, ho capito che era molto di più. Una persona veramente buona d’animo”. Ha esordito così l’artista Giovanni Fiaschi nel presentare una delle sue opere più riuscite: il mezzobusto dedicato a Gino Bartali, che è stato scoperto ieri pomeriggio al Parco Urbano intitolato al grande campione. Un mito per tanti giovani che si avvicinano al ciclismo, ma anche un esempio di coraggio, di impegno civile.

Presenti alla cerimonia il Sindaco, Alessio Falorni, il vicesindaco, Claudia Centi, il presidente del Comitato Regionale Toscano per il Ciclismo, Saverio Metti, il proposto Alessandro Lombardi e naturalmente l’artista, che ha voluto ricordare anche lo spirito umanitario di Gino Bartali, “Giusto tra le nazioni”, in virtù del riconoscimento conferitogli dallo Stato d’Israele per il contributo apportato alla salvezza di centinaia di ebrei durante l’occupazione tedesca.

L’opera, in terracotta, è solo l’ultima di una serie dipiccoli e grandi capolavori che Giovanni Fiaschi ha realizzato per ricordare personaggi intimamente collegati alla storia di Castelfiorentino: Benozzo Gozzoli, Santa Verdiana, Francesco Vallesi (solo per ricordarne alcuni) e ora Gino Bartali, il cui padre Torello era nato proprio a Castelfiorentino nel 1885.

“Un giorno – osserva Giovanni Fiaschi – vidi una bella fotografia di Bartali e rammentandomi delle sue origini e del fatto che Castelfiorentino gli aveva intitolato un parco, proposi al Sindaco di realizzare questo mezzobusto, e di farne dono alla Comunità di Castelfiorentino. L’idea di realizzarlo è nata così, in modo semplice”.

Artista formatosi attraverso il disegno (anche perché, come lui stesso ricorda, per saper modellare bisogna soprattutto saper disegnare) Giovanni Fiaschi si è avvicinato alla scultura in età adulta, grazie anche al suo lavoro come artigiano, nel settore delle ceramiche. Oltre all’attività artistica, coltiva anche una passione per la musica, e conserva gelosamente una chitarra autografata da Gianni Morandi, con il quale ha condiviso il servizio militare.

“Gino Bartali – osserva Saverio Metti, presidente comitato regionale toscano per il ciclismo - rappresenta un’ eccellenza mondiale ed un grande motivo di orgoglio per noi toscani e fiorentini . Non solo per essere stato uno dei più grandi campioni in sella ma soprattutto per i valori altissimi delle sue gesta soprattutto nel periodo della guerra diventando in modo anonimo un eroe. “il bene si fa ma non si dice” le medaglie si appendono all’anima e non alla giacca “ hanno molto a che fare con il sacrificio della bici e per noi rappresentano la guida per i nostri atleti”.

“Ho accolto subito con entusiasmo – ha osservato il Sindaco, Alessio Falorni – la proposta di Giovanni Fiaschi, artista di grande valore, che ha sempre manifestato una spiccata sensibilità verso la storia e la memoria del nostro territorio. Un legame identitario che oggi viene rappresentato dalla figura di Gino Bartali, esempio di valore sportivo e di coraggio che lui dimostrò in un momento storico davvero difficile, durante il quale scegliere da che parte stare significava rischiare la propria vita. Un personaggio, dunque, che può offrire numerosi spunti di riflessione e rappresentare un esempio per le nuove generazioni, compresi coloro che si avvicinano al ciclismo. Nel nostro territorio, giovani che hanno raccolto il suo testimone non mancano, come dimostrano gli esempi di kristian Sbaragli e Alberto Bettiol, che hanno ottenuto successi importanti e che, in questo momento, stanno partecipando al Tour de France”.

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