Economia

C’è chi apre e chi chiude: In Valdelsa c’è il segno meno, nel Chianti dato inalterato

E’ la bilancia delle aziende messa nero su bianco dai dati della Camera di Commercio.

C’è chi apre e chi chiude: In Valdelsa c’è il segno meno, nel Chianti dato inalterato
Economia Val d'Elsa, 31 Maggio 2022 ore 15:35

C’è un leggerissimo segno meno in Valdelsa mentre siamo perfettamente in linea nel Chianti. Ed è una buona notizia. Perché il resto della provincia di Siena invece a fine marzo di quest’anno è in calo dello 0,2%. 

E’ la bilancia delle aziende aperte e chiuse come viene fuori dai dati della Camera di Commercio Arezzo Siena. Se in Valdelsa si contano 6.932 imprese al 31 marzo 2021 e 6.939 al 31 marzo 2022, nel Chianti Senese il dato è perfettamente inalterato: 1.612 in entrambi gli anni. E’ la fotografia del trend economico di questo periodo, tra ripresa e timore di quello che accadrà. Con la guerra in Ucraina, il caro energia e il caro materiali a metterci il carico. Tanto che le previsioni sul valore aggiunto sono in discesa libera. 
Entrando nel dettaglio il calo più importante in Valdelsa nel primo trimestre del 2022 si è verificato nel settore delle imprese non classificate: meno 9%, 294 a 267. Anche trasporto e magazzinaggio non sono andati bene: meno 4,3%. Qui si sono perse 6 aziende. Guai anche per il manifatturiero: meno 1,1%, ovvero 9 aziende in meno, da 824 a 815. In calo anche l’agricoltura di 5 aziende da 896 a 891. Ma ci sono pure segni più. Per esempio nel commercio, incredibile ma vero. Se a fine marzo ‘21 in Valdelsa si contavano 1.414 attività, a fine marzo ‘22 se ne contano 1.421. Le attività di ristorazione crescono solo di 2 unità in tutta la Valdelsa e 2 in più anche nel settore assicurativo e finanziario. Ben 11 imprese in più nel noleggio (171 nel 2021 e 182 nel 2022). Così come guadagnano spazio le attività professionali tecniche e scientifiche (194 nel 2022 e 179 nel 2021, + 8,4%) e l’istruzione (22 erano nel 2021 e 24 nel 2022, + 9,1%). Dati in crescita anche per le attività immobiliari: 608 nel 2021 e 613 nel 2022. Mentre le aziende di costruzioni perdono una impresa (1.111 nel 2021 e 1.110 nel 2022). Ci sono anche attività che restano invariate come i servizi di sanità e assistenza sociale, ma anche le attività artistiche e sportive, la fornitura di energia, l’estrazione. 

Il Chianti senese fa pari, ovvero il totale delle imprese a fine marzo 2021 è perfettamente uguale a quello iscritto alla Camera di Commercio a fine marzo 2022. Nessuna differenza. Che invece emerge nei singoli settori. Ad esempio tra Castellina, Castelnuovo, Gaiole e Radda il commercio perde 10 imprese, da 215 a 205, il 4,7%. E’ la diminuzione più grossa che c’è. Le costruzioni scendono di 2 aziende (da 175 a 173), come le attività manifatturiere (83 contro 81). I servizi di ristorazione e alloggio guadagnano 3 aziende (217 vs 220), le attività immobiliari, 4 (da 85 a 89), quelle professionali, scientifiche e tecniche, 3 (da 34 a 37), mentre le attività di intrattenimento crescono di 2 unità. La stragrande maggioranza rimane invariata: agricoltura, trasporto, finanziarie, assicurazioni, noleggio.
Notizie altalenanti, insomma, a cui si aggiunge un quadro più fosco quando si parla della previsione del valore aggiunto. Che è stimato dalla Camera di Commercio, grazie al lavoro con Prometeia, ad un più 2,2%, già ridotto rispetto alla stima del 4,4% di ottobre scorso. Mentre il 2021 si attesterà attorno al 6,9%.

E’ chiaro il presidente della Camera di Commercio, Massimo Guasconi. «Lo scenario che si era delineato ad inizio anno - ha detto – prospettava, dopo il forte recupero del 2021, un proseguimento del percorso di crescita su livello inferiori, ma comunque più elevati di quelli pre-pandemia. Il quadro, purtroppo, è cambiato con la guerra in Ucraina. I dati evidenziano quindi una significativa previsione al ribasso. Le stime per il 2022 mostrano alcune difficoltà per il settore industriale (-1,9%) e per quello agricolo (-4,1%)». Non bene neppure l’export, che nel 2021 ha avuto una crescita del 32,8% con il camper ad un +34,2%. Le previsioni hanno il segno più, ma molto ridotto: +1% per il 2022 e +1,5% per il 2023.

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